Il Project Manager: come si sta trasformando il ruolo

il cambiamento del pm

Il ruolo del Project Manager, seguendo gli sviluppi del Project Management, è in continua evoluzione, guidato da nuove tecnologie, nuovi modelli di business e una forza lavoro in continuo sviluppo.

I compiti e le responsabilità del project manager si stanno evolvendo. I project manager di oggi fanno molto di più che supervisionare alcuni elenchi di attività che fanno parte di un progetto.

Il loro ruolo oggi è notevolmente progredito. Oggi un Project Manager collabora con più persone, team e fornitori e si trova di giorno in giorno ad affrontare nuove sfide che il project manager di 10 anni fa mai avrebbe creduto possibili.

Ecco quindi quali sono le cinque tendenze che stanno contribuendo a cambiare nei fatti il ruolo del project manager trasformandolo in… “moderno”.

Una forza lavoro più giovane

La tecnologia non è l’unico campo in cui vi è una crescente carenza di talenti.

Secondo una ricerca del Project Management Institute, i datori di lavoro dovranno riempire quasi 2,2 milioni di posizioni nel settore del project management su base annuale fino al 2027.

In caso contrario, il divario di talenti potrebbe comportare una perdita potenziale di circa 207,9 miliardi di dollari.

Cosa vuol dire? Che i project manager più anziani si stanno ritirando, lasciando il posto a una nuova generazione di professionisti.

C’è stato anche un notevole aumento del numero di posti di lavoro che richiedono competenze orientate al progetto, e ciò significa più posti di lavoro in più campi e in ruoli diversi.
il ruolo del pm

L’intelligenza artificiale giocherà un ruolo sempre più grande

Il ruolo del Project Manager non potrà non essere influenzato dalla intelligenza artificiale.

Certo, siamo ancora a decenni di distanza da un’era in cui l’intelligenza artificiale supererà l’intelligenza umana. Molti dubitano che un giorno qualcosa di simile avverrà, ma è un dato di fatto che l’intelligenza artificiale giocherà un ruolo sempre più grande nella vita di tutti i giorni e, di conseguenza, anche nel project management.

Lo scopo dell’intelligenza artificiale non sarà quella di sostituire i lavoratori umani, ma di aumentarne le loro abilità e capacità.

L’intelligenza artificiale potrà rendere il lavoro del project manager più snello che mai.

Molti project manager sanno per esperienza che la definizione delle priorità delle attività e l’allocazione delle risorse è una delle parti più da incubo del lavoro. Inoltre, ricercare ed analizzare i dati è sempre un… “gran mal di testa”.

Non sarebbe bello quindi se qualcuno (o “qualcosa”) potesse occuparsi di tutto questo in pochi minuti?

Questo è ciò che l’intelligenza artificiale promette di fare – anzi, quello che già sta cominciando a fare – per la professione.

I dati non strutturati generati dalle attività quotidiane dei membri del team di progetto possono essere inseriti in uno strumento di analisi che in automatico li rielaborerà secondo criteri scelti, con conseguente maggiore visibilità del progetto e approfondimenti sulle prestazioni e sui flussi di lavoro.

Ciò consentirà a un project manager di orientare meglio gli sforzi dei membri del proprio team, identificando i punti deboli e le opportunità di efficienza.

Forse ancora più importante, attività come la reportistica giornaliera, il monitoraggio dei progressi e il budget possono essere semplificati attraverso l’automazione, liberando così il tempo del project manager per altri task che richiedono un intervento completamente “umano”.

Man mano che i progetti diventano sempre più complessi, l’efficienza dell’intelligenza artificiale non sarà solamente una comodità, ma diventerà una necessità.

“Viaggi”, non progetti

Anni fa, i progetti avevano una deadline chiaramente definita. Una volta raggiunto l’output voluto, il progetto era concluso.

Certo, i progetti potevano essere rivisitati di tanto in tanto per rilasciare una nuova versione, ma tendenzialmente, il percorso dall’inizio alla fine era più o meno fisso.

Ora non è più così.

I progetti di oggi, piuttosto che essere statici e immutabili, sono flessibili e dinamici, con il potenziale per cambiare rapidamente forma e portata.

Sono processi che richiedono un approccio nuovo e più flessibile, che combina la tradizionale metodologia “a cascata” con uno sviluppo “agile”.

Variazione e diversificazione delle competenze del PM

Man mano che il ruolo del project manager aumenta di portata, lo stesso accade per le competenze richieste.

Le organizzazioni stanno ponendo sempre più l’accento sulle persone e sulle loro abilità.

Ora più che mai, è necessario capire le persone così come è necessario capire i progetti.

Questo di per sé non è totalmente nuovo, dato che i project manager sono sempre stati leader, coach e mitigatori in un modo o nell’altro, ma ciò che è cambiato è il focus sull’intelligenza emotiva.

Non è più sufficiente capire cosa possono fare i membri del team di progetto, ma un project manager deve capire anche come si sentono.

Questo deve essere in grado di relazionarsi con persone di diversa estrazione culturale e religiosa, trovare un terreno comune tra le persone anche quando, a prima vista, sembra non ci sia.

Inoltre, la crescente gamma di diversi strumenti e piattaforme disponibili per i project manager richiede l’aggiornamento costante delle competenze.

L’Internet of Things

Questa è forse la tendenza più dirompente fra tutte: l’Internet of Things (IoT) sta entrando nelle nostre vite in maniera sempre più forte e così anche nel mondo degli affari e del project management.

Combinato con l’intelligenza artificiale, l’IoT sta guidando un ambiente di lavoro iperconnesso in cui i project manager possono dotarsi di strumenti di reporting più rapidi, approfondimenti più profondi, migliore gestione dei processi e raccolte più ampie di dati di progetto di quanto immaginassero possibile.

Allo stesso tempo, questo scenario non è privo di sfide.

Le insidie ​​di sicurezza dell’iperconnettività sopra menzionata sono ben documentate. Inoltre, i project manager dovranno navigare in un campo minato di potenziali problemi legali, etici e di privacy.

  • Quanto monitoraggio è accettabile per un membro del team?
  • Quali sono i controlli per prevenire un errore del sistema derivante da un singolo errore?
  • Quali controlli sono in atto per proteggere i dati sensibili e garantire che l’organizzazione non vada contro le leggi?

Queste non sono domande che i project manager tradizionalmente potevano anche porsi, ma l’IoT richiederà una risposta certa.

 

In conclusione, il ruolo del project manager sta cambiando.

I giorni di tecniche, ambito, pianificazione, impostazione del budget, assegnazione di risorse e consegna dei risultati in tempo sono passati e ora è necessario includere competenze trasversali come la risoluzione dei conflitti, la leadership e persino tendenze verso ulteriori capacità manageriali come la modellazione aziendale e l’analisi strategica.

Queste nuove competenze si riflettono nelle nuove linee guida del Project Management Institute (PMI) per le certificazioni necessarie per mantenere la posizione: una nuova triade di competenze chiamata il “Triangolo dei talenti”.

In breve, il project manager ha bisogno di capacità strategiche e di gestione aziendale per rimanere competitivo.

Ecco quindi sei consigli per avere un vantaggio competitivo come project manager in questo periodo di cambiamenti:

  • Sviluppare acume negli affari
  • Comprendere i mercati
  • Conoscere le tendenze del settore
  • Costruire relazioni con gli stakeholder
  • Essere chiaro nella comunicazione
  • Conoscere il modello di business

Ma questo è il bello del project management: è diventata una disciplina flessibile e sempre adattabile.

Resta aggiornato!.

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