Come si struttura un progetto? E’ una delle domande più frequenti per chi si occupa di gestione del lavoro, indipendentemente dal settore o dalla dimensione dell’organizzazione. Strutturare un progetto in modo corretto non significa solo “mettere in ordine” le attività, ma creare le condizioni perché il lavoro proceda con chiarezza, responsabilità e controllo.
Un progetto mal strutturato genera ambiguità, sprechi di tempo, difficoltà decisionali e conflitti tra le persone coinvolte. Al contrario, un progetto ben impostato facilita la gestione del progetto, rende leggibile lo stato di avanzamento e aumenta le probabilità di raggiungere il risultato finale.
INDICE DEI CONTENUTI
- 5 errori da evitare quando si struttura un progetto
- 1. Partire senza un obiettivo chiaro e condiviso
- 2. Non identificare correttamente parti interessate e responsabilità
- 3. Confondere attività con risultati
- 4. Pianificare senza una struttura temporale realistica
- 5. Trascurare il monitoraggio e le informazioni necessarie
- Checklist finale per il tuo prossimo Kick-off
In questo articolo analizziamo come si struttura un progetto, mettendo in evidenza 5 errori comuni da evitare, con un approccio pratico e orientato all’operatività.
5 errori da evitare quando si struttura un progetto
Capire come si struttura un progetto non significa applicare uno schema rigido valido in ogni situazione, ma costruire una base solida che permetta al lavoro di evolvere senza perdere direzione. Molti progetti falliscono o generano risultati inferiori alle aspettative non per mancanza di competenze tecniche, ma per errori commessi nelle fasi iniziali di impostazione.
Quando la struttura è debole, anche le decisioni operative diventano difficili: le priorità cambiano di continuo, le responsabilità non sono chiare e il risultato finale rischia di allontanarsi dagli obiettivi del progetto.
Al contrario, una buona struttura aiuta il project manager e i membri del team a lavorare con maggiore consapevolezza, facilitando il coordinamento e la gestione del progetto nel suo insieme.
I cinque errori che seguono rappresentano alcune delle criticità più comuni che emergono quando si avvia un progetto senza aver raccolto tutte le informazioni necessarie o senza aver riflettuto su ciò che deve essere definito prima di partire. Riconoscerli in anticipo permette di evitarli e di impostare il progetto in modo più efficace, riducendo ambiguità, sprechi e interventi correttivi successivi.
1. Partire senza un obiettivo chiaro e condiviso
Il primo errore, spesso sottovalutato, è avviare un progetto senza aver chiarito davvero dove si vuole arrivare. Ogni progetto nasce per rispondere a un bisogno preciso, ma questo bisogno deve essere tradotto in un obiettivo specifico e comprensibile per tutti.
Uno degli errori più comuni è definire obiettivi troppo generici o ambigui. “Migliorare un processo”, “lanciare un nuovo servizio” o “ottimizzare i costi” sono affermazioni che possono essere interpretate in molti modi diversi.
Strutturare correttamente un progetto significa prima di tutto definire gli obiettivi in modo chiaro, misurabile e verificabile.
Gli obiettivi del progetto devono indicare:
- cosa si intende realizzare;
- entro quali vincoli di tempo;
- con quali criteri si potrà dire che il progetto è concluso con successo.
Senza questa chiarezza iniziale, anche il progetto meglio pianificato potrebbe esserepercepito come un fallimento, perché mancano parametri oggettivi di valutazione.
2. Non identificare correttamente parti interessate e responsabilità
Un progetto non esiste nel vuoto. Coinvolge persone, funzioni aziendali, clienti, fornitori e decisori. Ignorare questo aspetto porta a uno degli errori più critici nella fase di strutturazione.
Non identificare correttamente gli stakeholder significa esporsi a richieste tardive, resistenze o cambi di direzione improvvisi.
Allo stesso modo, non chiarire chi fa cosa all’interno del team genera confusione. I membri del team devono sapere:
- quali attività sono di loro competenza;
- quali decisioni possono prendere;
- a chi devono fare riferimento.
In questo contesto, il ruolo del project manager è centrale: deve essere chiaro chi ha la responsabilità complessiva del progetto e chi governa le scelte operative. Senza una struttura di responsabilità definita, il progetto fatica a procedere in modo coordinato e deve essere continuamente rinegoziato.
3. Confondere attività con risultati
Un altro errore frequente riguarda la distinzione tra ciò che si fa e ciò che si ottiene. Molti progetti sono strutturati come una semplice lista di attività, senza un collegamento esplicito con i risultati attesi.
Un progetto efficace, invece, parte dai risultati e costruisce le attività come mezzo per raggiungerli. Questo approccio aiuta a mantenere il focus sul valore generato, non solo sul lavoro svolto.
I risultati attesi devono essere:
- osservabili;
- verificabili;
- collegati agli obiettivi iniziali.
Solo così è possibile valutare se il progetto sta producendo l’impatto desiderato o se è necessario correggere la rotta. Dopo aver chiarito i risultati, le attività assumono un senso preciso e diventano strumenti funzionali, non fini a sé stesse.
4. Pianificare senza una struttura temporale realistica
La pianificazione è uno degli elementi più visibili della struttura di progetto, ma anche uno dei più fraintesi. Spesso si creano piani troppo dettagliati o, al contrario, eccessivamente vaghi.
Strutturare un progetto in modo corretto richiede una pianificazione coerente con il livello di complessità e di incertezza. Uno strumento come il diagramma di Gantt è utile solo se rappresenta una sequenza logica di attività, con dipendenze chiare e durate realistiche. In Twproject, la pianificazione tiene conto delle disponibilità delle persone, rendendo il piano più sostenibile nel tempo.

Un errore tipico è pianificare senza tenere conto delle risorse necessarie reali: tempo delle persone, competenze disponibili, vincoli organizzativi. Un piano che ignora questi aspetti rischia di essere teoricamente corretto ma impraticabile.
Inoltre, la pianificazione può essere progressiva: non tutto deve essere definito nei minimi dettagli fin dall’inizio. Alcune parti del progetto potrebbero essere pianificate in modo più approfondito solo quando si riduce l’incertezza. Questo approccio rende la struttura più flessibile e sostenibile.
5. Trascurare il monitoraggio e le informazioni necessarie
L’ultimo errore riguarda ciò che accade dopo l’avvio del progetto. Molti progetti sono ben strutturati sulla carta, ma mancano di un sistema efficace di controllo.
Strutturare un progetto significa anche decidere come verrà monitorato. Lo stato di avanzamento non deve essere basato su sensazioni o impressioni, ma su informazioni necessarie chiare e condivise:
- avanzamento delle attività;
- scostamenti rispetto al piano;
- problemi e rischi emergenti.
Senza questi dati, il project manager perde la capacità di intervenire in tempo. Il monitoraggio non è un’attività burocratica, ma uno strumento decisionale fondamentale per guidare il progetto in modo efficace.
Dopo aver impostato obiettivi, responsabilità, risultati e pianificazione, il controllo consente di mantenere allineate le aspettative e di adattare il progetto ai cambiamenti del contesto.
Monitorare lo stato di avanzamento richiede dati affidabili e aggiornati. Avere tutte le informazioni necessarie in un unico strumento come Twproject consente al project manager di intervenire in modo tempestivo, prima che i problemi diventino critici.
Checklist finale per il tuo prossimo Kick-off
Per passare dalla teoria alla pratica, ecco una lista di controllo da utilizzare prima di avviare ufficialmente i lavori. Se riesci a spuntare tutte queste voci, la tua struttura è solida:
- Obiettivi SMART: Sei in grado di spiegare il “perché” del progetto in due minuti? Il risultato è misurabile?
- Stakeholder coinvolti: Hai identificato tutti i decisori e chi subirà l’impatto del progetto?
- Matrice delle responsabilità (RACI): Ogni membro del team sa esattamente cosa deve fare e chi ha l’ultima parola?
- Canali di comunicazione: È chiaro a tutti dove e come ci si scambia le informazioni?
- Pianificazione realistica: Le date tengono conto delle ferie, degli altri carichi di lavoro e delle dipendenze tra attività?
- Analisi dei rischi: Avete individuato almeno i 3 ostacoli principali e deciso cosa fare se si dovessero presentare?
- Criteri di successo: È stato stabilito formalmente come verrà verificato e “accettato” il risultato finale?
In definitiva, capire come si struttura un progetto significa andare oltre la semplice pianificazione delle attività. La struttura è l’insieme di scelte che rendono il progetto comprensibile, governabile e orientato al valore.
Evitare questi cinque errori permette di costruire un progetto efficace, in cui obiettivi, persone, tempi e risultati sono coerenti tra loro. Una buona struttura non elimina l’incertezza, ma fornisce strumenti per gestirla in modo consapevole.
Un progetto ben strutturato deve essere chiaro nelle intenzioni, solido nell’impostazione e flessibile nell’esecuzione. Solo così la gestione del progetto diventa un processo guidato e non una continua rincorsa alle emergenze.



